mercoledì 7 settembre 2011

Serietà


La nostra formazione per diventare allenatori generalmente avviene in diversi modi. Innanzitutto giocando, partecipando ai vari corsi federali e seminari. Usando internet è possibile aggiornarsi e seguire corsi a distanza. Si possono vedere video di altri allenatori. Spesso ci si fa le ossa iniziando ad allenare nel settore giovanile o come assistenti di altri allenatori.



In questo periodo di pausa, ritengo opportuno osservare altri allenatori durante il loro lavoro quotidiano, più allenatori, di vari sport e con diversa formazione e di diverse categorie. Vorrei raccogliere materiale che mi consenta di ampliare le mie conoscenze, integrandole con le cose buone che vedo.

Sto seguendo,cercando di assistere ad una settimana intera, nei limiti del possibile, per vedere il programma e l’organizzazione settimanale, per capire come altri allenatori preparano una partita, seguendo diversi metodi o filosofie di allenamento ma anche e soprattutto per vedere come altri allenatori si relazionano con i giocatori e quale clima si instaura in campo tra essi e lo staff tecnico.

Se gli allenatori mi daranno il consenso scriverò su questo blog le mie considerazioni , senza giudicare o criticare, perché non è possibile criticare se non si conosce a fondo il contesto e la programmazione fatta dall’allenatore.

Molte volte osservare il lavoro sul campo  insegna tante cose che in una lezione frontale non può verificarsi. Ci possono essere degli episodi che, durante una lezione, non sono riproducibili. A volte sapersi comportare e saper rispondere prontamente in campo alle varie difficoltà vuol dire essere un allenatore capace.

A volte si può imparare anche facendosi “osservare” da un altro tecnico che (in maniera fredda e distaccata può' dare un parere o consiglio.come si dice non giudicare se stessi ma e' molto meglio essere giudicati perché' spesso non si e' obiettivi nel giudicare se stessi) poi ,sulla bese delle osservazioni,in incontri successivi svolge un esame critico dell’allenamento. Tutto questo ci fa riflettere su eventuali nostri comportamenti errati che ci portiamo dietro seguendo sempre le stesse abitudini.

Sono ormai 4 allenamenti che seguo della Fileni Basket Jesi. La cosa che più mi ha colpito da subito è stato l’ordine, la disciplina, la correttezza e il rispetto che i giocatori hanno per i compagni, per gli allenatori e la serietà durante per l’allenamento.




Quando l’allenatore ordina la ripresa dopo una pausa, quando si passa da un’esercitazione all’altra i giocatori sono rispettosissimi. Non si attardano a parlottare tra loro, a fare l’ultimo tiro a canestro, a scherzare. Quando l’allenatore corregge anche un solo giocatore tutti gli altri ascoltano, anche se la correzione non li coinvolge, con grande interesse e rispetto. Nessuno si giustifica dell’errore. Se l’errore capita per un malinteso tra due giocatori l'allenamento va avanti senza nessuna interruzione evitando di togliere tempo all’allenamento. C'e disciplina anche quando si inizia il riscaldamento con il preparatore lontano dagli occhi dello staff.

Nelle partitelle c'è il  massimo impegno. Nessuno si risparmia, dai giovani ai piu' esperti. Nelle esercitazioni tattiche con il punteggio non c'è mai una protesta su una decisione dell’assistente.

Inoltre l’allenatore non è severo, un dittatore, uno che urla. Sempre gentile nei modi con tutti. Si confronta molto con i giocatori con un modo di fare democratico ed autoritario che a me piace molto.
E' uno stile che credo creerebbe problemi nel nostro ambiente. Generalmente da noi il clima è sempre più goliardico. Quella goliardia porta spesso a disordine, indisciplina, distrazione e mancanza di rispetto per gli altri.

Non conosco bene cosa succede nelle altre squadre di basket ma conosco quello che succede nelle nostre di pallamano.
Perché questa differenza ?
So quale è il vostro primo pensiero … io dubito che quello sia il primo motivo.

2 commenti:

  1. ottime osservazioni .penso che comunque l'ordine la disciplina ecc ecc dipendano dal rapporto che si instaura tra allenatore e il resto e dalla educazione dei giocatori in generale

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  2. Maurizio Dibitonto8 settembre 2011 19:36

    Mala tempora currunt, ma, per quanto sia, non posso credere che la minor professionalità di un pallamanista, rispetto ad altri sportivi, sia imputabile eai contratti meno ricchi. Né, in verità, credo che i colpevoli siano gli atleti. La nostra è una disciplina sportiva in piena involuzione, con poco appeal, che interessa e richiama solo seconde o terze scelte. Le maggiori carenze le riscontro, soprattutto, nei ruoli dirigenziali. È impopolare dirlo….ma i dirigenti sono il nostro più grande problema. Vorrei focalizzare l’attenzione su questo ruolo. I dirigenti sono coloro che devono creare le condizioni per un salto di qualità ( generando economia, dettando regole, fornendo esempi), ma purtroppo spesso sono assenti, senza una vera passione, ignoranti, non solo, sportivamente. L’imprinting sportivo e il rispetto delle regole, in ogni gruppo sportivo dal minihandball in su, è dettato dalla società. Una società forte, farà ottimi programmi, stabilirà regole chiare e condivise,otterrà dei risultati sportivi. Quindi,si può dire che maggiore è la competenza e la “forza” della società e migliore sarà la qualità dei risultati. Per arrivare ad ottenere comportamenti adeguati,( in campo durante gli allenamenti) come quelli a cui voi accennate, si dovrebbero porre in essere le basi per un ciclo virtuoso che, necessariamente, andrebbero a toccare tutta la filiera societaria, con effetto domino, dal Presidente all’ultimo rappresentante. Un mix di professionalità, chiarezza , passione, rispetto dei ruoli, porterebbe tutti a rendere maggiormente ed ad avere atteggiamenti esemplari.
    Ciao,in bocca al lupo per tutto!!

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